Nome:Cassandra Cognome:Rossi Data e luogo di nascita: 19 marzo di venti anni fa, a Firenze Residente a: . Roma, da qualche anno Anni: 20 Altezza: 1.60 Peso: 45 Occhi: blu-azzurri Capelli: castano, riflessi sul rossiccio. Segni particolari: Segno zodiacale:/b> Pesci Pregi:. Allegra, disponibile,solare, amo stare in mezzo alla gente, confrontarsi sempre, per crescere Difetti: Pigra, per certi versi, lunatica e malinconica Cosa ti diverte:. Cantare Cosa non sopporti: . L'ipocrisia, la sudditanza, la mancanza di rispetto Sogni nel cassetto: . Arrivare lontano con la musica Tre aggettivi che ti descrivono: Ribelle, allegra, canterina Cosa faresti pur di affermarti nel mondo della musica? Sforzi e sacrifici, come tutti del resto A cosa rinunceresti per la musica? Magari a stare fisicamente vicino alla mia famiglia e agli amici. Hai altre passioni oltre la musica? Suonare il pianoforte, fin da piccola e la fotografia. Come ti vedi tra vent’anni: Con un microfono e tanta gente che canta le mie canzoni. Un tuo personalissimo slogan: Vivi e lascia vivere. Studi musicali: 6 anni di pianoforte, per metà da autodidatta. Lezioni private di canto e negli ultimi mesi frequentavo un gruppo di gospel e altri generi. Esperienze musicali: Concorsi provinciali e provini per Sanremo. A che età hai cominciato a cantare? Forse prima di imparare a parlare XD Da sempre. Suoni qualche strumento musicale? Pianoforte. Musica preferita: Rock, pop, R&B,soul, melodica. Mito ispiratore: Potrei dire Battisti. Ricordo me bambina che ascoltava le sue cassettine, con mio padre che canticchiava accanto a me. Da lì ho capito che avrei voluto cantare nella vita. Vuoi partecipare a X FACTOR perché: Perchè credo di poter dare e dimostare qualcosa. Perchè credo che mi serva, come trampolino di lancio per quello che potrà essere domani. Il voto che ti dai come cantante: 7 Pensi di avere l’X Factor?
Si? Non sono mai stata capace di giudicarmi XD
Esibizione: I'm outta love di Anastecia. ( Scusatemi, l'avevo fatta per un GDR di Amici...non ho tempo per sistemarla ._. Chiedo venia.)
Now baby come on Don't claim that love you never let me feel I should've known 'Cause you've brought nothing real (La musica aveva un chè di coinvolgente. Cassandra sentiva molto quei ritmi un po’ blues e “sporchi”, adatti alla sua voce un po’ graffiante ma mai sforzata come molto spesso sentiva da altri cantanti. Le piaceva molto, era la sua particolarità. Sentì il ritmo della musica battendo un piede a terra, tenendo stretto il microfono. Nel intermezzo in cui la musica avrebbe cambiato decisamente ritmo lei fece qualche piccolo vocalizzo e virtuosismo, inizialmente flebile e non molto marcato, simile all’originale, che andava a crescere con il cambiare del tempo della musica. Continuò allo stesso modo, andando un po’ a sua fantasia, prima di iniziare il vero e proprio pezzo. Era inevitabile il dover interpretare quel pezzo anche con il corpo, era un ritmo fin troppo trascinante! Mosse leggermente le spalle all’unisono con il piede, in modo spontaneo e senza distrarsi troppo dalla canzone, doveva riuscirle al meglio. La canzone iniziava quasi come un comando, un imposizione. “Ora vieni baby”, come per dire, vieni, non hai altra scelta. In questo senso, marcò in modo vistoso il “Now”, proprio per affermare la fermezza di quel comando a cui non ci si poteva opporre. Vibrò leggermente la parte finale di “come”, allungandone la nota e creando un piacevole glissato. Con dei piccoli, ma significativi, virtuosismi su “on” che andarono a finire in dissolvenza, finì la prima frase, trascinando quel rimbombo di “on”, fino a chè non sarebbe stato il momento di cantare il periodo succesivo. Con la stessa grinta continuò con il pezzo, decisa, proprio come la protagonista di quel pezzo. Appoggiò su “Don’t” in modo da poter dare più spazio a “claim”, “non pretendere”, altra imposizione. Le piaceva l’idea di mostrare una donna forte, una donna che non si lascia sopraffare dall’uomo, nonostante fosse ancora giovane per poter sentirsi vicina a quel genere di persona, le ammirava molto. Appoggiò nuovamente sul “the”, allungando leggermente il dittongo “lo”, come se stesse spezzando in due le parola, per poi fare qualche virtuosismo sulla parte finale “ve”, che l’aiuto a collegare il “never”, marcandolo considerevolmente, proprio ad esprimere quella negazione a tutto tondo. Le divertiva quel ritmo così coinvolgente e cercò di adattarvi la sua voce, la quale si mostrava nella sua caratteristica migliore, il graffiato e quel roco del tutto naturale che dava un tocco in più alla sua interpretazione, grintosa ed energica come richiedeva nell’originale. Continuò con la stessa frase, spingendo molto sull’interpretazione, marcando “let me” con decisione e risolutezza, cercando di emulare quell’aggressività vocale tipica di Anastacia, ma rimanendo sempre nel suo. Fece una breve pausa, continuando a sentire quel ritmo con il corpo, battendo il piede a terra e muovendosi appena, per non sembrare innaturale o fin troppo esagerata. La sentiva così in quel momento. Avrebbe voluto somigliare a quella donna forte tanto decantata in quei versi, quella che non ha paura di essere sottomessa all’uomo, perché sa come rivolgersi a lui e sa come e quando mostrare le unghie. Non pretendere l’amore che non mi hai dato mai. Era una frase cruciale del pezzo, la rivalsa della donna che si ribella a quell’amore che non la soddisfa né la rende felice. Non pretendere nulla da lei, uomo, niente che non le hai dato. Dopo la piccola pausa, continuò con il pezzo, senza cambiare registro vocale. Aspirò “I”, usandola come appoggio per continuare il pezzo che venne leggermente accelerato per dare un effetto diverso a quella sua interpretazione. Fece dei virtuosismi su “should”, aprendo le due vocali, allungandole per qualche istante per poi collegarlo rapidamente a “known” a cui venne però riservato un diverso trattamento, in quanto venne allungato fino a terminare in dissolvenza, accompagnandolo con virtuosismi delicati ma percepibili. Guardò davanti a sé con aria fiera e soddisfatta di sé stessa, sentendo molto quella canzone nonostante non fosse propriamente il suo mondo né tantomeno vicino a Cassandra. Lei non era così forte, anzi, si era sempre ritenuta una persona vulnerabile, troppo vicina al baratro delle fragilità…che il canto potesse appianare tutto ciò? Il suo modo di cantare era accattivante in quel momento, la sua voce, un po’ sporca e graffiante, rendeva perfettamente su quel pezzo, forse più di quanto credesse…l’inglese poi, era come una seconda lingua per lei…tutto andava a meraviglia dunque, non poteva lamentarsi. Nuovamente usò “Cause” come appoggio, aspirando leggermente la “c” con dimestichezza, continuando poi il resto della frase con la stessa grinta, espressa prontamente non solo nella voce ma anche nelle movenze che seppur non esagerate, si accompagnavano perfettamente con la voce, un esplosione di energia, anche della rabbia repressa che si era tenuta dentro troppe volte. “Spezzò” leggermente “you've brought” salendo e scendendo velocemente con la voce, accentuandone così i rimbombi ogni volta che aumentava il ritmo nella canzone. La sua voce si fece più sottile e lineare nel proseguo del pezzo, dove rese “nothing” più soffuso come suono, più sibilato sulla parte finale, mentre lasciò andare “real” in dissolvenza, dopo aver accentuato la parte finale di “nothing” con dei particolari abbellimenti. Quella frase rappresentava perfettamente l’immagine di donna forte, la quale non ha paura di sfogare le sue delusioni. Non mi hai portato niente di reale…quante volte era successo? Quante volte gli uomini si erano riempiti di belle parole ma nulla di tutto ciò si era mai rivelato la verità. Ma quella donna ormai era senza amore. Non era più importante e dove dirglielo.)
Come on be a man about it You know I gotta let it go And you know (In modo scandito attaccò la seconda strofa, senza perdere lo smalto che aveva caratterizzato l’inizio del pezzo, sentendosi a perfettamente a suo agio in quel brano per niente semplice. Velocemente e quindi in modo scandito, cantò “Come on be”, rilasciando su “a man” il famoso uomo di cui tanto si era parlato, vibrando la “n” finale, che risuonò più sibillina. Si meravigliò lei stessa della sicurezza con cui stava cantando, era pur sempre la sua prima lezione con Jurman, l’amato, l’odiato e temuto Jurman! Magari somigliava davvero a quella donna che riusciva a dire: Sii uomo almeno adesso. Forse non lo sei mai stato? Era proprio questo che Cassandra cercava di evidenziare, cantando, la figura di quella donna determinata e di quell’uomo insulso, debole, talmente debole da essere schiacciato. Finì la frase, con “about it”, articolando e allungando “about”, riducendo quindi volutamente lo spazio per “it”, dove la voce divenne nuovamente più chiara e sottile, quasi in un sussurro meno profondo. Quello che seguiva era il pezzo chiave, vocalmente, quello che avrebbe aperto le porte alla massima energia e alla grinta, pezzo che non era di certo semplice ma non insormontabile per Cassandra che era facilmente plasmabile per superare le difficoltà ed aveva lavorato bene per farlo. Iniziò con un tono mediamente alto, ma non ancora al massimo…quello sarebbe arrivato tra poco! Più velocemente cantò “You know”, usandolo come appoggio per prepare l’acuto che richiedeva una pulizia e precisione davvero magistrale, proprio nello stile di Anastacia: Grande forza ma al contempo grande interpretazione. Fece dei virtuosismi su “gotta”, usando un tono più sostenuto, quasi frenato, per poi rilasciare tutta l’energia repressa su “let it go”, che tenne in un acuto abbastanza alto, ma ricco di sfumature particolari che si prestavano alla voce di Cassandra. “Lo so che devo lasciarlo perdere”, questa era la considerazione principale, la sicurezza di disfarsi di quell’uomo che rappresentava solo un ostacolo, un qualcosa che bisognava lasciarsi indietro, perché non si poteva tenere una relazione senza amore, senza quel fuoco che ti brucia dentro e che ti fa perdere la ragione. Terminato l’acuto, senza perdere la verve, ricaricò “le energie”, facendo una pausa veloce per poi riattaccare nuovamente con l’ultima frase della strofa che personalizzò come meglio poteva. Nell’ultima parte della strofa portò più attenzione su “know”, lo sai, spezzando l’acuto che vibrò nella parte finale, dandogli un effetto diverso da quello che era nell’originale.
I'm outta love Set me free And let me out this misery Just show me the way To get my life again 'Cause you can't handle me I'm outta love. (Il ritornello avrebbe concluso il pezzo che Cassandra aveva portato a termine senza grosse difficoltà, almeno per quello che sentiva lei dentro. Era contenta di sé,questo era già tanto per lei.. Sicura di sé, con lo sguardo alto e riluttante, cantò “I’m outta love” caricandolo di significato. Sono senza amore, ormai quel fuoco si è spento per sempre, riducendosi a cenere. Marcò “I’m” facendo una breve pausa, mettendoci tutta la grinta e la determinazione che aveva dentro accompagnata da un chè di malizia che rendeva accattivante il modo in cui cantava. Rilasciò la voce su “love”, amore, il tema principale della canzone, nonostante si parlasse di un amore finito e della ribellione di una donna. L’articolo, arricchendolo di virtuosismi, collegandolo subito dopo con la seconda frase, dove si registrò un abbassamento vocale, un cambiamento voluto che ricalcava l’originale. “Set me free”… chissà quante volte l’avevano gridato quelle donne, lasciami libera, lasciami libera di camminare da sola per la mia strada. In quel momento pensò a sua madre, al divorzio dei suoi…chissà se l’aveva pensato anche lei quando aveva lasciato suo padre o se forse non aveva avuto lo stesso coraggio di mostrare la voce grossa. Con la stessa sicurezza e padronanza continuò a cantare, marcando l’inizio della frase, senza accelerarlo troppo, ma dandogli invece lo spazio necessario per arrivare al pubblico che la stava ascoltando in quel momento e che sperava potesse sentirsi coinvolto allo stesso modo in cui si sentiva lei. Su “misery” fece qualche glissato e virtuosismo, specialmente nella parte finale che ebbe un leggero allungamento. Voleva rendere chiara quella richiesta, quell’obbligo che imponeva la donna: Lasciami uscire da questa miseria. Lei avrebbe avuto la forza di tagliare tutti i ponti ed uscire una volta per tutte dalla vita di qualcuno? Aveva lo stesso coraggio? Forse, o forse no. Come prima accelerò la prima parte della frase, marcando “Just” a cui venne seguito in modo scandito e veloce “show”,mentre si fermò per qualche secondo in più su “me”, lasciando scivolare meno marcatamente “the way”. Nonostante il pezzo stesse terminando, Cassandra non aveva calato per nulla l’energia e la grinta…insomma, aveva tirato fuori le cosidette “palle” dimostrando di essere lontana da quello stile che non aveva sentito poi tanto suo prima di quel momento. Marcò “To get”, sempre per evidenziare il fatto che la donna imponeva, obbligava, faceva, senza avere paura, senza rimorsi e rimpianti, perché voleva vivere di nuovo, uscire per sempre da quel rapporto e dimenticarlo per sempre. Era questo il significato chiave della canzone…non ti amo più e voglio ricominciare. Aspirò il dittongo iniziale di “Cause” in un ottimo inglese, evidenziando il “can’t”, non puoi, proprio a marcare il fatto che l’uomo non aveva ormai più potere su di lei, l’eroina dei giorni nostri che riesce a mostrare la forza di andare avanti. Allo stesso modo e con la stessa intenzione fece “handle me”, marcando nuovamente quel “me”, perché raffigurasse ancora una volta quella donna che adesso doveva mettere se stessa al centro di tutto, non più quell’amore che non le aveva dato nulla di reale, così come aveva cantato all’inizio del pezzo. Nell’ultimo “I’m outta love” volle accentuare quel lato malizioso e quei colori più caldi della sua voce, dandogli una connotazione diversa rispetto agli altri nel testo. Calò notevolmente il ritmo ma non la sua intenzione… Fece una pausa dopo aver cantato “I’m outta”, socchiudendo appena gli occhi, cercando di percepire ogni piccola sfumatura di ciò che cantava e del modo che usava per farlo. Rilasciò “love”, in un acuto spezzato e molto basso, dando una netta chiusura al brano senza però cambiare il significato che aveva sempre tenuto alto e costante durante il pezzo: Non ho più quell’amore, voglio vivere di nuovo, senza di te.)
♥Se guardi indietro potresti ricordare qualcosa che non tornerà più. Se guardi avanti potresti pensare a qualcosa che non arriverà mai Chiudi gli occhi e riaprili solo quando avrai la forza di tornare indietro senza piangere e guardare avanti sorridendo♥.
-Oddio..- Passata. Nonostante la tensione e la paura, era arrivata alla meta. E che meta! Ringraziò i guidici, felice , finalmente felice. -Grazie, grazie, davvero!-
♥Se guardi indietro potresti ricordare qualcosa che non tornerà più. Se guardi avanti potresti pensare a qualcosa che non arriverà mai Chiudi gli occhi e riaprili solo quando avrai la forza di tornare indietro senza piangere e guardare avanti sorridendo♥.